e n z o r e f i c e . i t - d i d a t t i c a ( a n c h e o n - l i n e )
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La mia didattica Si sà che insegnare in un certo senso vuol dire trasmettere informazioni ad altre persone, spesso però questo processo di comunicazione è filtrato o in qualche modo pilotato dal docente. Cosa vuole dire questo? Insegnare con delle riserve è ciò che alcuni fanno, pensando che trasmettere tutto il proprio sapere possa in qualche modo svantaggiarli, e così molti maestri si tengono per loro tanti piccoli "segreti"... La mia filosofia di insegnamento al contrario sta nel comunicare ogni mia conoscenza ai miei alunni, anzi cercare insieme a loro di andare oltre la conoscenza stessa e di tirare fuori sempre novità da ciò che studiamo. Non è possibile soffrire di gelosia verso i propri alunni bravi e poi lo dice anche un vecchio detto "l'allievo supera sempre il maestro" a prescindere dalla gelosia e dai segreti, per cui è meglio mettersi l'anima in pace.
Studiare il jazz oggi Parlare di didattica del jazz è strano se si pensa che i più grandi jazzisti del passato (Charlie Parker, John Coltrane, Bill Evans, Chet Baker ecc.) in realtà non hanno studiato jazz (come lo intendiamo oggi) piuttosto l'hanno inventato! Ed allora ci troviamo a studiare ed imparare il jazz non tanto attraverso grandi manuali, trattati scritti da grandi musicisti quanto attraverso lo studio di ciò che loro hanno fatto; analisi, trascrizione, e "regole" estrapolate dalle loro composizioni ed esecuzioni. Un errore che ahimè è diventato ormai un falso luogo comune è il fatto che molto spesso un grande musicista viene considerato anche un grande insegnante, nulla di più sbagliato. Ve lo immaginate Keith Jarrett che vi spiega il II-V-I? Giusto per farvi degli esempi il quasi sconosciuto Franz Reins fu maestro di L.V. Beethoven e Liszt fu allievo del meno famoso C. Czerny.
Imparare attraverso il web Svolgere attività didattica attraverso il web, ovvero non rapportandosi direttamente con l'alunno, potrebbe sembrare inutile ma alcuni aspetti non vanno tuttavia sottovalutati. La cosa importante è stabilire a chi si rivolge la lezione. All'uopo esprimo la mia forte convinzione sul fatto che a distanza non si può e non si deve insegnare ai bambini, una buona impostazione è fondamentale ed all'inizio c'è bisogno di una guida, di una persona fisica che sappia impostare bene il giovane pianista; il rapporto formativo deve avvenire assolutamente con il maestro. La didattica sul web a mio modo di vedere si rivolge a chi già conosce, ovvero a musicisti già formati o comunque che siano in possesso di un discreto livello di formazione teorico-pratica. Se ad esempio pubblico una lezione sull'uso delle pentatoniche nell'improvvisazione jazz certamente non mi metto a spiegare cosa sono le pentatoniche, ma ne spiego l'utilizzo pratico; si evince quindi che il giovane che studierà la mia lezione dovrà già conoscere le scale pentatoniche. Se pubblico una lezione sull'interpretazione della Sonata K.545 di Mozart è ovvio che il discente dovrà certamente saper suonare il suddetto brano. Tornando al fare didattica attraverso il web se per esempio io vado a fare lezione dal mio maestro starò con lui all'incirca un'ora, dopodiché tornerò a casa e mi metterò a studiare, cercando di seguire tutte la informazioni e le direttive ricevute durante la lezione. Ma se mi viene un dubbio? Certo posso chiamare il mio maestro e chiedergli spiegazioni però è una cosa strana...io almeno non l'ho mai fatta e credo molti come me, sia per vergogna che per orgoglio. Se invece mi studio una lezione presa dal web (video oppure scritta) posso guardarmela e leggermela centinaia, migliaia di volte, senza dovermi preoccupare di vergognarmi o altro. Ma non solo, una lezione fatta bene è come un buon libro, rileggendolo si scoprono nuovi dettagli, si capiscono nuove cose. Attraverso la rete, ovvero mettendo a disposizione del materiale valido, chiaro ed esaustivo, il discente può approfondire dei concetti ed imparare delle cose da solo, sopratutto relazionandosi con un altro "insegnante" e quindi con una visione diversa di alcuni concetti fondamentali. Ricordo bene il periodo dei miei studi, innanzi tutto non esisteva una banca dati gigantesca come youtube, dove oggi restando comodamente seduti a casa è possibile seguire lezioni, dimostrazioni ecc. ecc. ecc. insomma di tutto. All'epoca si studiava soltanto sui libri e forse un po' si avvertiva la mancanza di una sorta di integrazione di diversa natura: la ricerca di un'armonizzazione particolare, come creare dei voicings ecc. Tutto si faceva solo attraverso le proprie conoscenze, provando e facendo pratica. Oggi forse c'è un abuso dei mezzi multimediali a discapito dei libri, insomma come cambiano le cose. Personalmente ritengo che l'azione didattica personale (maestro > alunno) sia imprescindibile, quest'azione però può essere ben integrata dall'alunno attraverso lezioni, video, spartiti introvabili e quant'altro, insomma usare sì, abusare no.
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